REFERENDUM - Incontro- Le ragioni del SI e del NO
Giovedì 5 marzo, alle 18, presso il salone comunale di Forlì, si terrà l’incontro “Referendum. Le ragioni del sì e le ragioni del no per una scelta consapevole”, promosso dalle consulte diocesane delle Aggregazioni laicali e degli Organismi socio-assistenziali della Diocesi di Forlì-Bertinoro e dall’Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro.
“In vista del voto del 22 e 23 marzo, l’iniziativa vuole offrire a tutti i cittadini uno spazio di informazione chiaro e accessibile per comprendere meglio i contenuti della riforma sottoposta a referendum - si legge in una nota firmata dagli organizzatori -. Le modifiche proposte riguardano alcuni articoli della Costituzione in materia di ordinamento della magistratura: tra i punti centrali vi sono la distinzione tra carriera giudicante e requirente, l’istituzione di due distinti Consigli superiori della magistratura e la previsione di un’Alta Corte disciplinare per i magistrati”.
“Si tratta di cambiamenti che incidono sull’organizzazione della giustizia e sugli equilibri istituzionali, temi che meritano di essere conosciuti e approfonditi con attenzione. L’incontro nasce proprio con questo obiettivo: aiutare ciascuno a orientarsi tra i contenuti della riforma, comprendendone il significato tecnico e le possibili implicazioni nel quadro costituzionale”, continua la nota.
Interverranno Gennaro Varone, sostituto Procuratore della Repubblica di Pescara, che presenterà le ragioni del sì, ed Elena Valentini, professoressa associata di Procedura penale presso l’Università di Bologna, che illustrerà le ragioni del no. L’incontro sarà moderato dall’avvocato Valerio Girani. Dopo un’introduzione dedicata al contesto e ai contenuti del referendum, i due relatori avranno lo stesso tempo a disposizione per esporre e argomentare con equilibrio e chiarezza le rispettive posizioni. Nella parte conclusiva sarà possibile dare spazio ai quesiti del pubblico tramite un qr code che verrà messo a disposizione dei partecipanti.
“Informarsi è il primo passo per partecipare in modo responsabile alla vita democratica del Paese. L’appuntamento del 5 marzo vuole essere un’occasione aperta a tutti per ascoltare, comprendere e formarsi un’opinione consapevole”, concludono gli organizzatori.